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Da Cecina a Barcellona! PDF Stampa E-mail
Scritto da Roberto Zanardi   
Mercoledì 30 Maggio 2012 18:59

Inizia l'avventura

YouCan!!
29 maggio 2011

CECINA. Una barchetta di 5 metri. Un sacco a pelo e tanta pazienza. L'obiettivo: arrivare da Cecina fino a Barcellona via mare. È un vero e proprio "pellegrinaggio nautico lungo costa", quello che per Andrea Campugi, trentanovenne fiorentino, è cominciato ieri pomeriggio alle 3. Quando, dal centro Spot one delle Gorette, ha preso il largo sulla sua vecchia deriva a vela Alpa Esse (il modello che si produceva negli anni Ottanta). «Il mio motore? Saranno le braccia e il vento», dice Campugi. Per i primi tre giorni a dividere con Andrea quei 4metri e 70 di lunghezza, ci sarà l'amico Francesco Venturi. Dopo di che Campugi proseguirà da solo.  «Ma il viaggio è aperto a tutti - precisa - e se qualcuno vuole unirsi anche solo per brevi tragitti sarò contento di accoglierlo».  Costeggerà la Toscana, Andrea. Poi la Liguria, i confini meridionali della Francia, fino alla Spagna. Nel suo percorso, che dovrebbe durare circa 3 mesi («ma tutto dipenderà dai favori del vento e del mare»), i dettagli Andrea ha deciso di lasciarli al caso, all'avventura. Niente programmazioni, non sa dove dormirà o dove mangerà. «Ho degli amici che vivono sul mare, in Liguria. E conto di passare del tempo con loro - spiega Andrea - Non escludo neanche di incontrare persone che magari avranno voglia di ospitarmi. Ma ho messo in conto anche di scendere a terra e dormire sulla spiaggia, col sacco a pelo e la piccola tenda che ho con me».  Nell'epoca dei voli che ci portano un poche ore in tutta Europa e in cui si ha la perenne senzazione che il il tempo ci scappi di mano, come si sceglie di fare un viaggio così? «Da tempo volevo andare a trovare diversi amici che abitano a Barcellona - racconta Andrea - Ma non ho la macchina ed ero stufo dei viaggi in aereo. Allora, a marzo, ho pensato alla mia vecchia barca. Ho passato un mese a Cecina a sistemarla. Ed oggi eccomi pronto alla partenza».  «Questa per me non è una sfida, ma un modo di viaggiare. Non ho problemi di tempo e questo è fondamentale. Spostarmi in questo modo mi fa setire una persona libera - continua Andrea - Dopo essermi laureato in agraria, ho fatto l'informatico perché guadagnavo bene, ma non ne potevo più. Allora ho cominciato a lavorare saltuariamente come apicoltore. Non ho figli. E tra un lavoro a un altro posso permettermi di andare a conoscere il mondo a mio modo».  Non è la prima volta che Andrea intraprende avventure come questa. Quattro anni fa ha passato una settimana in barca da Cinquale a Follonica. Adesso però l'impresa è decisamente più impegnativa, sotto tanti punti di vista. «So che potrò fare affidamento solo nel vento e nelle mie braccia - dice - E che sarà il mare a comandare. Per affrontarlo con me ho solo una vela e due remi». E un cellulare, che accenderà la sera, «per rispondere ai messaggi».  Ieri per festeggiare la partenza, Campugi ha portato con sé una bottiglia di vino (dell'azienda Urlari di Riparbella) e una confezione di salmone svedese. Nella sua barca c'è solo l'essenziale: una giaccaa vento, due magliette, un cappello. Perché tutto quello che conta adesso è il mare. E Andrea deve concentrarsi su come affrontarlo. «Auguratemi buon vento», dice.

Arrivo a Barcellona

Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Maggio 2012 19:23
 


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