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Riconoscere i vari modelli di Alpa Esse PDF Stampa E-mail
Scritto da Daniele Mencaroni   
Mercoledì 12 Ottobre 2011 17:25

Chi frequenta i campi di regata o comunque conosce la nostra deriva sa che, apparentemente, non esistono due Alpa Esse uguali identiche... beh, la realtà non è esattamente questa: vediamo di fare chiarezza.

Il primo prototipo di Alpa Esse risale alla fine degli anni '60 ed era molto diverso dai modelli successivi:

- niente torretta

- carrello randa più basso

- strozzatori fissati sul pagliolo, a lato del trasto di randa

- gli strozza scotte del genoa molto a prua, vicino alle sartie

- i rinvii del trapezio a prua delle sartie

- nella falchetta sono presenti una serie di incavi in funzione di "maniglie" per risalire in barca

- la poppa della barca ha una forma curva, molto più accentuata dei modelli successivi

Questo modello è ancora presente sulle spiagge italiane ma gli esemplari sono davvero pochi.

 

 

 

Successivamente il cantiere ha iniziato a produrre derive a ritmo serrato e, sostanzialmente, esistono tre modelli di deriva S prodotti dall'Alpa tra il 1970 e il 1978

Il primo modello, confidenzialmente chiamato "leggero", ha già le forme di carena e coperta definitive ma, internamente, è praticamente vuoto. Un longherone centrale vuoto contro-stampato in vetroresina sostiene la scassa d'albero, la cassa di deriva e il trasto di randa mentre due nervature laterali sostengono la coperta lasciando però il pagliolo a sbalzo.

 

Sono queste barche molto performanti con venti deboli e poca onda mentre, in condizioni più impegnative, soffrono l'età avanzata e la costruzione leggera.

 

Il secondo modello, prodotto dal '71 al '75, è più pesante ma decisamente più robusto in quanto i longheroni contro-stampati sotto coperta ora sono tre. Il pagliolo è appoggiato su una struttura monolitica a forma ondulata che corre da prua a poppa. E' facile riconoscere questo modello aprendo il tambuccio.

L'ultimo modello è anche il più comune e meglio conservato, prodotto dal '75 al '78, anno di chiusura ufficiale del cantiere Alpa.

Queste barche sono chiamate "tedesche" perchè modificate secondo le specifiche di un importatore tedesco, il quale richiedeva barche più robuste (e, ahimè, più pesanti) e, di fatto, più longeve.

Le barche tedesche sono rinforzate con tre grossi longheroni in schiuma espansa, molto compatti e resistenti a patto che non siano impregnati di acqua. In questo caso lo scafo può arrivare a pesare molto più del previsto rendendo l'alaggio della deriva un'impresa titanica

Ultimo aggiornamento Lunedì 28 Novembre 2011 19:19
 


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